Questo articolo è stato pubblicato in 3 Novembre 2011 alle 15:14 ed è archiviato in NurSind Catania NEWS.
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2 Commenti a “Licenziato il medico che aveva detto NO al referto medico di Lombardo”
Esprimo solidarietà al Dr.Lomeo. Esempio da seguire. Bisogna denunciare gli abusi che continuamente si perpetrano sui pazienti e sugli operatori che continuano a fare il proprio dovere. Paghiamo un prezzo enorme per l’invasione dei partiti e della politica in ambito sanitario. Quello che è successo al Dr.Lomeo ne è la dimostrazione. Quando decideremo noi infermieri di rifiutare le logiche clientelari di cui sono intrisi i discorsi dei soliti amministratori aziendali e dei loro ruffiani sindacalisti?. Svendiamo la nostra professione per un tozzo di pane: un riposo, un congedo, un turno modificato. Non riusciamo a togliere la testa da sotto la sabbia. Dobbiamo gridare la nostra disaffezione a questa politica sindacale e aziendale che mina le fondamenta della sanità pubblica. Alcuni primari delle singole U.O. credono che la cosa pubblica sia cosa loro, un affare privato. Se chiedete loro di quanti infermieri è composta la U.O. da loro diretta, non lo sanno. Usano lo strumento della incentivazione come una clave per intimidire chi vuole rispettare le regole: “Se protesti ti do 0,50″. Questo è il loro slogan. Cari colleghi bisogna reagire, difendersi, alzare la testa e non lamentarsi all’interno delle cucinette sperando che il caposala o il pimario non ci ascoltino. Facciamoci rispettare e applichiamo veramente il nostro codice deontologico.
Grazie per avermi dedicato 60 secondi del tuo tuo tempo.
Con il NurSind nel cuore….
Carmelo.
vorrei aggiungere…………vergognoso!!!!!
non si può fare il proprio lavoro nel miglior modo possibile ed essere trattato “a pesci in faccia”
VERGOGNA
STIAMO CADENDO VERAMENTE TROPPO IN BASSO. SVEGLIAMOCI CARI COLLEGHI!!!
Carmelo Scrive:
Esprimo solidarietà al Dr.Lomeo. Esempio da seguire. Bisogna denunciare gli abusi che continuamente si perpetrano sui pazienti e sugli operatori che continuano a fare il proprio dovere. Paghiamo un prezzo enorme per l’invasione dei partiti e della politica in ambito sanitario. Quello che è successo al Dr.Lomeo ne è la dimostrazione. Quando decideremo noi infermieri di rifiutare le logiche clientelari di cui sono intrisi i discorsi dei soliti amministratori aziendali e dei loro ruffiani sindacalisti?. Svendiamo la nostra professione per un tozzo di pane: un riposo, un congedo, un turno modificato. Non riusciamo a togliere la testa da sotto la sabbia. Dobbiamo gridare la nostra disaffezione a questa politica sindacale e aziendale che mina le fondamenta della sanità pubblica. Alcuni primari delle singole U.O. credono che la cosa pubblica sia cosa loro, un affare privato. Se chiedete loro di quanti infermieri è composta la U.O. da loro diretta, non lo sanno. Usano lo strumento della incentivazione come una clave per intimidire chi vuole rispettare le regole: “Se protesti ti do 0,50″. Questo è il loro slogan. Cari colleghi bisogna reagire, difendersi, alzare la testa e non lamentarsi all’interno delle cucinette sperando che il caposala o il pimario non ci ascoltino. Facciamoci rispettare e applichiamo veramente il nostro codice deontologico.
Grazie per avermi dedicato 60 secondi del tuo tuo tempo.
Con il NurSind nel cuore….
Carmelo.
Angelo Scrive:
vorrei aggiungere…………vergognoso!!!!!
non si può fare il proprio lavoro nel miglior modo possibile ed essere trattato “a pesci in faccia”
VERGOGNA
STIAMO CADENDO VERAMENTE TROPPO IN BASSO. SVEGLIAMOCI CARI COLLEGHI!!!