Scritto da nursindcatania.org il 3 Ottobre 2011
Questo articolo è stato pubblicato in 3 Ottobre 2011 alle 07:49 ed è archiviato in NurSind Catania NEWS.
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giovanni Scrive:
Cari ragazzi, ma non è mica con la solita lagna dell’infermiere stressato, che si sacrifica per il bene dell’umanità, che da solo si sobbarca i compiti di tre o quattro figure diverse e che lo fà addirittura col sorriso sulla bocca che riusciremo mai a guadagnarci la stima e il rispetto dei cittadini utenti. Quello che voi descrivete non è e non sarà mai un professionista serio e consapevole del proprio ruolo, ma una specie di tuttofare a metà strada tra il badante, il cameriere e il missionario, un praticone che all’occorrenza sà anche incannulare una vena o fare una medicazione. Il vero professionista non è uno che si affanna a fare diecimila cose alla bell’ e meglio per mandare avanti la baracca, che salta con leggerezza da padelle, pannoloni e pappagalli a farmaci e preparazione e somministrazione di terapie spesso anche molto delicate,ricordate sempre che, giuridicamente, la responsabilità dell’infermiere è equiparata a quella del medico, perciò se sbagliamo noi, paghiamo noi non il medico.
Cercare di muovere a pietà il pubblico non è essere rispettati. Esistono dei precisi articoli di legge che stabiliscono in modo chiaro ed inequivocabile gli ambiti della nostra professione, allora dobbiamo batterci strenuamente, senza paura perchè vengano applicati, indirizziamo le nostre energie verso questo obiettivo, liberiamoci dalla schiavitù del pannolone, questi compiti spettano al personale ausiliario e smettiamola una volta per tutte di illuderci che qualcuno mosso a pietà si faccia carico dei nostri problemi e ce li risolva, ve lo dice uno di voi che fa questo “mestiere” da trent’anni.
Carmelo Scrive:
D’accordissimo con il contenuto del tuo articolo. Esistono precisi articoli che prevedono sanzioni per l’Azienda che demansiona l’operatore sanitario. Sono sicuro pure che che ti sia battuto strenuamente affinchè questi articoli vengano applicati e che dopo trentanni di “mestiere” sei riuscito a liberarti da questa schiavitù. Vorremmo conoscere la tua esperienza. Vorrei informarti che molti dirigenti locali del NurSind stanno pagando sulla propria pelle la decisione di applicare, seriamente, il codice deontologico, le proprie competenze, di elevare la professione. Ma sai quale è l’ostacolo più difficile da superare? l’egoismo dei nostri colleghi. Penso che tu sia molto coraggioso e voglia darci una mano. Per battersi strenuamente e farci rispettare bisogna uscire allo scoperto e metterci la faccia. Solo così, come giustamente tu sottolinei, ci libereremo dalla “schiavitù del pannolino”. Te lo dice un collega che ha pagato e paga tutt’ora la scelta di non abbassare la testa di fronte a primari, caposala, vicecaposala, medici e tutti coloro che giornalmente sono abituati a genuflettersi. Ti consiglio, allora, di contattarci, rendendo visibile la tua protesta. Nella homepage trovi numeri di telefono ed e-mail.
Saluti.
Con il NurSind nel cuore…
Carmelo